La mistica nel museo

Come molti lo dicono e molti altri comunque ancora continuano a non capire, nei musei c’è una mistica tutta propria, di estremo interesse e dal grande coinvolgimento. Per quanto ci riguarda, ricordiamo quella particolare patologia che prende il nome di sindrome di Stendhal: forse non la avete mai sentita, o forse avete sentito solo e solamente il film di Dario Argento che ha lo stesso nome e si ispira proprio agli effetti di questa particolare sindrome. Io vi invito però a informarvi a dovere su questa sindrome, perché è molto interessante.

Questo vale soprattutto per noi che siamo in prima battuta grandi appassionati di arte, e da questo punto di vista bisogna prestare una grande e notevole attenzione a tutto quanto circonda e o concerne e poi dunque or ora riguarda, e specie in questa sede, tutto ciò che consegue a una passione enorme e infinita per la arte, specie quando si trova entro i musei. E questo è di piena importanza, e io questo non lo vorrei mai dimenticare, così come dicono i miei colleghi.

E si deve proseguire in questa sede anche in una analisi che abbia grande cura di quanto riguarda la mistica, non intesa però nel senso della filosofia o della estetica omonima, ma piuttosto in un senso tutto proprio, le quali dunque portano a considerare tutto quello che si ricorda nel verso e nel senso di un arricchimento delle proprie passioni e dei propri finali componenti. Ciò dovrebbe spingere verso una piena considerazione del ruolo proprio e intrinseco.

Come vivete voi il museo?

Ed è questa in fondo la prima e piena componente e poi anche e pure domanda che consente di considerare il ruolo di un museo o di una opera di arte. Procedere in questo ruolo comunque consente di considerare di comprendere quanto si possa procedere anche in un miglioramento personale ai fini di una ottica concreta e funzionale di una analisi critica e appassionata.

Il dominio delle emozioni artistiche determina infatti e senza alcuna ombra di dubbio la necessità di valutare in pieno la considerazione finale di una visita in un museo nuovo che comporti in specie anche il ruolo di un valore tutto proprio di quanto è nella visione e nella lettura di una opera nuova, nella conoscenza o nella creazione. Affacciarsi a una nuova opera di arte significa anche lasciarsi immergere e lasciarsi colpire, senza mezzi termini.